‘Racchiudere il buio’ Conversazioni su arte e black metal

Dice di sé Luca Piotto:

Chi sono? Mi chiamano Zakk da tempi immemori. Lavoro per Metalhead.it per il quale scrivo, divago, vado ai concerti, intervisto, indago. Gestisco pagine social per alcune band, perché ritengo di sapere cosa il pubblico vuole leggere e vedere, cosa io vorrei leggere e vedere. Musicalmente spazio dal black metal al rock anni 80, passando dall’oscurità ai leggings in pelle e capelli cotonati… divagando sull’analogico degli anni settanta o nel digitale dell’ ambient e dell’elettronica. Scrivo per passione, con passione. Scrivo con sincerità. Spesso in modo irriverente. Scrivo cosa sento e cosa provo, non cosa sentirete voi ascoltando il disco. Non racconto cosa è successo ai concerti perché se non c’eravate è un problema vostro, non mio. Scrivo una recensione solo quando il disco mi parla e non m’importa quante decine di religiosi ascolti siano necessarie. Amo entrare nel mondo del disco che ascolto: melodie, testi, musica, tutto deve essere assaggiato, degustato, mangiato ed assorbito. La musica? Meglio in vinile… e comunque è la colonna sonora della mia vita. Passioni? Moto e velocità. Chi sono? Uno oscuro, strano e contorto. Come i miei scritti.

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1. In quali terre sei nato e cresciuto e che cosa di questi luoghi ti ha segnato maggiormente?

Montagna. Amo tutto, ogni panorama, terra, scenario. Ma ho bisogno della montagna. Credo che mi abbia marchiato, più che segnato. Devo vederla. Saperla accessibile e vicina.

2. Quando hai sentito sbocciare la tua passione artistica e quali sono state le tue fonti d’ispirazione?

Il caso. E poi non sono un artista. Non so cosa sono. Ho iniziato a scrivere per sbaglio e continuo a farlo per errore ed anche a causa di una strana patologia che mi ha sempre fatto abbracciare un sacco di interessi, tutti vissuti al massimo. Alcuni sono scomparsi, defunti. Altri resistono e continuano, testardi.

3. Quale percorso ti ha condotto alla musica estrema e, in questo nostro caso specifico, al black metal?

Boh. Colpa dei Def Leppard, la prima band “heavy”. In realtà furono gli Europe, ma io non lo sapevo ancora. Poi è stata una evoluzione. Il black è arrivato con il tempo.

4. Ricordi i tuoi primi concerti e le sensazioni che ti hanno suscitato?

Certo. 29 Giugno 1991. Castelfranco Veneto. Cro-Mags e Jester Beast e Upset Noise. Se ricordo e conservo l’autografo (Cro-Mags)… vuol dire che la data qualcosa avrà in me suscitato. I Jester poi li ho incontrati di nuovo anni e anni dopo, intervistati, recensiti.. sono diventato amico di CCMuz, ma per ragioni di passioni non legate alla musica.

5. Quale pittore o movimento artistico ti appassiona maggiormente? E a livello musicale c’è una band o un musicista in particolare che ti ha lasciato un segno indelebile?

Non seguo nessuno movimento artistico e nessun pittore. Apprezzo molto qualche scrittore, Altieri per esempio, per un modo di scrivere che è un po’ una ispirazione. Band o musicista che mi ha lasciato il segno? Sono troppi i segni, sarebbe lunga… e poi alcuni sono così antichi che si saranno cicatrizzati. Altri sanguinano ancora, meglio lasciarli stare.

6. Parlando delle tue radici, quanto familiari e amici hanno contribuito allo sviluppo della tua vena artistica?

Ogni individuo riceve ispirazione nella formazione. Che poi questa porti ad una arte, una
professione o ad una deviazione è secondario. Ogni esperienza forma l’individuo il quale poi si esprime in svariate forme. La mia ipotetica vena artistica fa parte del mio io complessivo e non ha nulla a che fare con amici e parenti in modo diretto.

7. Nel momento dell’esecuzione, quali sensazioni provi? E quanto conta l’aspetto razionale in una fase artistica che, diciamo, tende per natura ad un livello istintivo?

Quando scrivo non provo nulla. Non so come succede. Spesso mi rileggo dopo giorni. Rileggo miei articoli anche non recenti. E mi chiedo sempre chi diavolo abbia scritto quella roba. Quindi credo, per risponderti, conti solo l’aspetto irrazionale, piuttosto che razionale.

8. Passando ad aspetti più sostanziosi, con cosa preferisci brindare e di quale pietanza non puoi fare a meno?

Si brinda con l’alcol. Altrimenti non è un brindisi. Non amo alcolici troppo forti, apprezzo amari dolci e/o alle erbe. Vino. Birra. A livello alimentare ci sono varie cose che amo. Ma credo di avere una dipendenza terminale per la crema di Marroni o Marronata. Ovviamente pure la Pizza è un obbligo.

9. Cosa significa per te immortalare la realtà o esprimere la fantasia con un frammento unico e irripetibile?

A parte il fatto che non immortalo realtà, e magari descrivo solo la fantasia di altri… ma comunque non saprei rispondere in quanto “non ci sono” quando lo faccio, quando “mi esprimo”. Sono altrove e non so dove.

10 . Come vedi arte e musica al giorno d’oggi nel nostro territorio? Quali sono gli
accorgimenti o i consigli che ti sentiresti di esprimere con la tua esperienza?

Fa veramente schifo. Locali che chiudono. Bands che pretendono senza dare nulla. Imitazione e ripetizione. Mancanza di novità e ribellione. Totale scomparsa dell’amore per la musica e consapevolezza della gavetta. E pubblico orribile. Lamentoso, tedioso, mai felice, mai soddisfatto. Mai capace di godere della musica di una band su un palco, a prescindere dal genere o dalle capacità artistiche di chi si esibisce. Insomma uno schifo assoluto. Servirebbe un reset, una cosa tipo un asteroide insomma. E sarebbe bello tornare alla pazzia e al look degli anni ’80. Quell’epoca era la più fica e quel look rimane il massimo.

11 Quanto e come la tua arte è influenzata o correlata alla musica?

Se mai si potesse definire arte ciò che faccio, allora è inscindibilmente legata alla musica, in quanto è di musica che scrivo. Richiedimelo il giorno in cui scriverò un libro, ammesso e non concesso questo possa mai succedere. Prima comunque devo inventarmi un argomento.

12 Che opinione hai dei nuovi canali sociali e dell’influenza che hanno sulle arti e nei rapporti?

I social sono una schiavitù, una palla. Ma l’umano ha bisogno di questo. Ha bisogno di sventolarsi al vento, sentirsi seguito (ipotesi di fama) e spettegolare. Perché il social questo è: ‘spettegolio’ dinamico 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Feste politiche e religiose incluse. Comunque è un potere che la gente non dovrebbe avere… servirebbe un po’ di monarchia (dittatura?) nelle comunicazioni. Molte persone non dovrebbero aver il diritto di esprimersi in modo così facile, incensurato e futile. A livello musicale, il talento artistico soffre per colpa di questi strumenti. Ma è così che funziona, basta adattarsi alle neo-regole sociali e farle funzionare a proprio vantaggio… ma qui allora serve furbizia ed inventiva… esattamente come serviva prima, nella vita sociale reale.
Gli stessi skill, ma in modalità diversa.

13 Hai una tua “creatura” alla quale sei più affezionato?

Direi proprio di no. Non ho nemmeno una creatura. Non nel contesto artistico o inerente
all’argomento di questo dialogo.

14 C’è una band black metal nel Triveneto che ti appassiona particolarmente?

“Appassionare particolarmente” è una cosa complessa e mutevole. Andiamoci piano. Comunque io non sono fan di nessuno, non tifo nessuno. Apprezzo arti, sport, spettacoli, esibizioni. Ma la cosa finisce li. Anzi, mi infastidisce ogni fanatismo di qualsiasi livello.

15 Ultimo punto per chiudere in leggerezza: puoi dirci il paesaggio più suggestivo che hai mai visto ed un luogo che desideri visitare?

Non so se è il più suggestivo, ma è sul Passo Gavia che voglio siano sparse le mie ceneri. Versante sud. In prossimità del Lago Nero. Voglio visitare l’Islanda. Poi quando l’avrò fatto ci aggiorneremo. Ah, e voglio girare a Spa.