‘Racchiudere il buio’ Conversazioni su arte e black metal

Dice di sé Monica Furiani:

Le cose hanno un inizio, crescono, si sviluppano, fioriscono esaltandosi, poi degradano. La fotografia elimina l’ultimo passo, rendendo tutto immortale. Amo fotografare. Fotografo paesaggi, animali, fiori, natura… ma è il concerto la massima espressione, nonché una delle più grandi sfide. Il concerto inizia. C’è il crescendo. Si sviluppa. Esplode al massimo del suo splendore, crea esaltazione… poi finisce abbandonandosi al silenzio. Io con la mia fotocamera immortalo quella sequenza. Catturo l’esplosione. Ritraggo e poi esalto lo splendore. Fermo per sempre quei momenti di esaltazione unici in ogni evento.
Poi quando tutto finisce, quando tutto si spegne, io semplicemente compio il primo passo verso quell’immortalità, dando vita ad una immagine che risalta, esalta, testimonia e… non dimentica. Il black metal è la musica più oscura, sia nei suoni che nelle immagini. Ed è la sfida massima. Fotografare un concerto black metal, un rituale decadente che si svolge violento davanti ai miei occhi è la mia forma d’arte: amo catturare la morte e l’occulto regalando loro luce eterna. Fotografo per me. Per le bands. Per la musica. Per METALHEAD.IT. Per fuggire. Per tornare. Per sentirmi libera. Per quella scintilla che sta alla radice di un barlume di eternità.

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1. In quali terre sei nata e cresciuta e che cosa di questi luoghi ti ha segnato maggiormente?

Sono nata a Legnago, bassa veronese, e continuo tutt’ora ad abitare nella zona. Sicuramente la caratteristica che mi ha sempre affascinata di questa zona è la nebbia, che sporadicamente può manifestarsi anche in qualche notte estiva particolarmente umida.

2. Quando hai sentito sbocciare la tua passione artistica e quali sono state le tue fonti
d’ispirazione?

Iniziai a far foto ai concerti da spettatore circa 6-7 anni fa con una superzoom. La fotografia stava iniziando ad appassionarmi e i concerti pure: l’abbinamento ideale! É stato un colpo di fulmine e quando le tue foto iniziano a piacere, ti dici continuiamo su questa strada…

3. Quale percorso ti ha condotto alla musica estrema e, in questo nostro caso specifico, al black metal?

Ho sempre ascoltato metal fin da giovanissima, purtroppo non conoscendo nessuno che ascoltasse il mio stesso genere, sono rimasta sempre molto sul commerciale…Metallica, Iron Maiden, Guns’n’Roses, Skid Row, Nirvana e così via…poi grazie a mio figlio, una specie di enciclopedia del metal, ho scoperto i concerti underground ed il genere che mi piaceva di più era il black, quindi è un genere che conosco da poco, ho dovuto recuperare anni di musica, ma è il mio genere definitivamente, in quanto rispecchia molto la mia personalità.

4. Ricordi i tuoi primi concerti e le sensazioni che ti hanno suscitato?

In parte ho già accennato, li ricordo benissimo, anzi grazie alle foto, ricordo discretamente tutti i concerti e i gruppi. Le emozioni iniziali erano di stupore…cosa mi sono persa! Quindi inizialmente i concerti mi aiutavano anche a capire se fossi sulla mia strada…

5. Quale pittore o movimento artistico ti appassiona maggiormente? E a livello musicale c’è una band o un musicista in particolare che ti ha lasciato un segno indelebile?

Mi piace l’arte di per sé, non ho cose preferite. Ecco mi affascina di più l’arte antica, quella moderna la trovo insignificante…A livello musicale sicuramente Iron Maiden e Metallica, negli ultimi anni le band black metal norvegesi (ad esempio Taake).

6. Parlando delle tue radici, quanto familiari e amici hanno contribuito allo sviluppo della tua vena artistica?

No, non c’è stato nessun contributo da parte dei miei familiari. C’è stato molto supporto invece da parte di musicisti amici nel continuare a fare quel che faccio.

7. Nel momento dell’esecuzione, quali sensazioni provi? E quanto conta l’aspetto razionale in una fase artistica che, diciamo, tende per natura ad un livello istintivo?

Il connubio foto-concerto è qualcosa di magico. C’è lo stress “riesco a fare scatti decenti con solo tre canzoni”? (ultimamente con 1 canzone e mezza- 2) però la simbiosi istinto-razionale funziona da sé…sei un tutt’uno con la musica, la reflex e i tempi ristretti…In quel momento nel pit, conti solo tu con la reflex e il musicista sul palco (sì magari facendo attenzioni ai colleghi che pensano di fotografare la statua al museo…). Quindi non c’è nessuna predominanza, anche se in condizioni proibitive (fumo, luci brutte, buio) sbotti dall’inizio alla fine!

8. Passando ad aspetti più sostanziosi, con cosa preferisci brindare e di quale pietanza non puoi fare a meno?

Sono una discreta cuoca…adoro i primi in tutte le loro forme e adoro cucinare mettendoci del mio sempre…stravolgo ogni ricetta! Si brinda con il vino ovvio! Rosso!

9. Cosa significa per te immortalare la realtà o esprimere la fantasia con un frammento unico e irripetibile?

É un momento, qualcosa di irripetibile…Fotografi e fissi momenti di un concerto, di quel concerto, che non si ripeterà più e tu invece fissi quel concerto con i tuoi scatti…Che responsabilità! É eccitante! E speri sempre di aver fatto delle foto buone…altrimenti hai fallito…

10 Come vedi arte e musica al giorno d’oggi nel nostro territorio? Quali sono gli accorgimenti o i consigli che ti sentiresti di esprimere con la tua esperienza?

Il metal in Italia è appartenente ad una cerchia, non è un genere per tutti e molti non conoscono le basi. Basta vedere l’affluenza ai concerti…molte band suonano davanti a tre gatti…Mancano tante cose…la cultura per il black, ora è musica per pochi (in Italia culturalmente siamo lontani anni luce), ci lamentiamo anche se andiamo a vedere gratuitamente una band underground…I fotografi ci sono, molti uomini, poche donne…Il black metal non è un genere molto amato dalle donne (e consideriamo che a volte, se non spesso, son inviate dalle loro testate, quindi non affatto interessate) e quindi anche le foto ne risentono…ottima tecnica, zero passione…Qui non ci sono consigli da dare!

11 Quanto e come la tua arte è influenzata o correlata alla musica?

All’ennesima potenza! Scatto pochissimo al di fuori dei concerti! La musica è la mia vita e le foto ritraggono ciò che amo della mia vita!

12 Che opinione hai dei nuovi canali sociali e dell’influenza che hanno sulle arti e nei rapporti?

I social sono utilissimi per farsi conoscere, in special modo quando scatti band underground o band appartenenti ad un determinato genere. C’è però il lato negativo, il fotografo diventa un oggetto, si usano le foto come se fossero di proprietà della band…grazie ci hai fotografato e ora usiamo le tue foto senza taggarti…E ti arrabbi tanto…Ho già una blacklist…

13 Hai una tua “creatura” alla quale sei più affezionata?

No, poi ci sono scatti che dicono tutto e altri che non dicono nulla. Dipende molto dalla serata, dalla propria predisposizione, dalla band sul palco. Non c’è nulla di creato a priori!

14 C’è una band black metal nel Triveneto che ti appassiona particolarmente?

Al momento sono super partes, fotografo un po’ dappertutto e soprattutto bands che mi interessano a qualsiasi livello.

15 Ultimo punto per chiudere in leggerezza: puoi dirci il paesaggio più suggestivo che hai mai visto ed un luogo che desideri visitare?

Bergen (Norvegia) e Monfumo (TV). Vorrei…Islanda!